L’arredo del presbiterio è
rappresentato principalmente da un altare in marmi policromi sul
quale spicca un raffinatissimo tabernacolo, cesellato con tarsie
d’argento e madreperla e decorato, all’apice, da un puttino. L’opera
fu eseguita, nella seconda metà del Settecento.
Danneggiata in seguito al terremoto del 1984, il
merito del restauro (2002) va ascritto all’iniziativa del Parroco
don Loreto Savelli e al progetto dell’Architetto Gilberto Venditti e
dell’Ingegnere Donato Baccari.
Nella controfacciata è sistemato
uno splendido organo con cantoria in legno databile all’inizio del
1700 mentre sui due lati della navata centrale sono situati un
confessionale ed un pulpito in legno di ottima fattura riferibili
agli ultimi decenni dello stesso secolo. Una elegante balaustra in
marmo separa lo spazio riservato ai fedeli dal presbiterio. Il
pavimento del presbiterio è in marmo bicromo posto in opera nel 1923
ma, al suo centro, è visibile un rosone calcareo del 1794 il quale
costituiva l’ingresso alla cripta sepolcrale riservata ai sacerdoti
(Regia Archipresbyterorum).
L’arredo del presbiterio è
rappresentato principalmente da un altare in marmi policromi sul
quale spicca un raffinatissimo tabernacolo, cesellato con tarsie
d’argento e madreperla e decorato, all’apice, da un puttino. L’opera
fu eseguita, nella seconda metà del Settecento da un artigiano di
Pescocostanzo e per essa furono spesi 60 ducati.