Giuseppe Orlando nacque a Gallinaro da
famiglia che riuscì a coniugare simpatie risorgimentali-mazziniane con
sentite tradizioni religiose.
Ottimo agronomo, curò la diffusione nel territorio di Gallinaro di
impianti di vitigni di cabernet la cui coltivazione era stata introdotta
in Val di Comino da Pasquale Visocchi.
Si occupò della edificazione del Palazzo Orlando nel centro di Gallinaro,
costruito su disegno dell'architetto napoletano Giovanni Castelli (1829
- 1902) utilizzando sia ottime maestranze locali, come gli scalpellini
di San Donato, sia chiamando per l'esecuzione dei pavimenti di tipo "palladiano"
artigiani veneti che usarono materiale proveniente da quella regione.
Si distinse anche per l'impegno politico e civile rivestendo la carica
di assessore del Comune di San Donato Val di Comino di cui, all'epoca,
Gallinaro costituiva una frazione.
In quel periodo si prodigò per la costruzione dell'acquedotto che
portava l'acqua potabile al Comune di San Donato ed alla frazione di
Gallinaro, così come risulta dal decreto del Prefetto di Terra di Lavoro
del 20 maggio 1893.